Cronoscalate 66ª Trento Bondone  

Un rullo compressore chiamato Faggioli insidia ormai il primato di Mauro Nesti

Simone Faggioli, ancora lui, sempre lui. Il pilota fiorentino della Best Lap ha conquistato il settimo successo consecutivo alla Trento – Bondone, l’ottavo complessivo, e lo ha fatto per la quinta volta, battendo il record della gara.
Scuderia Trentina 4 Luglio 2016

Il 9’10”68 stabilito un anno fa ha resistito giusto dodici mesi, il minimo sindacale, è bastato che il leader della classifica italiana ed europea tornasse su questo tracciato per vedere polverizzato quel tempo con un 9’07”66. A forza di vincere questa gara e di stabilire nuovi tempi limite, Faggioli ha quasi raggiunto il mito Mauro Nesti per numero di successi (8 quelli del primo, 9 quelli del pistoiese) e si è avvicinato brutalmente alla barriera dei 9 minuti. Se sia invalicabile o meno lo diranno le prossime edizioni. Fatto sta che una media di 113,7 chilometri all’ora su un percorso come questo fa paura. Contro un binomio tanto spietato Christian Merli sta provando da anni ad opporre le migliori resistenze, ma gli manca sempre qualcosa, soprattutto se gli capita di danneggiare la vettura in prova, come è accaduto questa volta, e di gareggiare senza averla sistemata del tutto, nonostante il lavoro notturno e mattutino dei suoi meccanici. La gara l’ha affrontata e si è pure portato a casa il quarto secondo posto alla Trento – Bondone, ma i 31 secondi di distacco da Faggioli la dicono lunga sulla differenza esistente. La vera sorpresa della giornata è sicuramente la terza piazza del giovane umbro Michele Fattorini, con la nuova Osella PA 2000 Evo, che è riuscito a tenersi alle spalle altri due talenti come Domenico Scola (Osella FA 30 Zytek), vittima di un calo di potenza della sua vettura, e Federico Liber (Gloria C8P Evo), capace di abbassare ulteriormente il 9’56”26 dello scorso anno in un 9’54”04. In questo modo ben cinque piloti sono riusciti a scendere sotto la soglia dei 10 minuti, ed è la prima volta che accade. La battaglia più avvincente della giornata forse è stata proprio quella per il terzo gradino del podio.
Nel gruppo CN Achille Lombardi partiva da favorito, anche alla luce di una netta superiorità espressa in prova, ma in una toccata ha rotto un cerchio della sua Osella PA 21 EVO e ha dovuto lasciare strada al calabrese Luca Ligato (Osella PA 21 EVO Honda), sesto assoluto. Un’uscita è stata fatale anche al trentino Matteo Moratelli, che ha dovuto abbandonare, chiudendo senza sorrisi un week end davvero avaro di soddisfazioni. Dietro a Ligato si sono così piazzati, nel gruppo, il padovano Francesco Turatello sulla Osella PA 21 e il piacentino Severino Gallini sulla Tatuus PY 012 con motore Honda.
Tornando alla classifica generale, dietro al ceco Milan Svoboda (Lola Zytek F. 3000), compare Diego Degasperi, che si impone fra le monoposto di classe 2000, mostrando un feeling sempre più marcato con la sua Lola Honda. Nona posizione per il siciliano Luigi Bruccoleri sulla Osella PA 2000 Honda, che ha accusato problemi di freni i quali già in prova stavano per costargli cari, completa la top ten un altro pilota di casa, quale Adolfo Bottura su Osella FA 30 Zytek, che non ha centrato il proprio record personale come si era prefisso.
Duello tutto trentino nello spettacolare gruppo GT, nel quale l’assegnazione del primato si è risolto in un derby fra la Porsche GT3 di Marco Cristoforetti e la Porsche 997 di Giuseppe Ghezzi, alla fine divisi da appena 4 secondi a favore del noneso, che ha così concesso il bis dopo il successo del 2015. Terza piazza di gruppo e affermazione tra le GT Cup per Luca Gaetani su Ferrari 458.
Ha dato spettacolo l’Alfa 155 V6 di Marco Gramenzi nel gruppo E1-E2SH, che ha vinto senza difficoltà grazie allo stop di Marco Iacoangeli (Bmw 320i), dovuto al surriscaldamento del motore. Seconda piazza per il trentino Michael Valentini sulla Peugeot 207 Super 2000, che ha vinto il gruppo E1 Italia, terza di Silvio Longhi (Ford Mondeo Superturismo), anch’essa di classe 2000. In classe 1600 affermazione per l’esperto veneto Michele Ghirardo sempre molto concreto sulla Honda Civic.
Nel gruppo A una notte di lavoro dei meccanici ha permesso a Tiziano Nones di prendere il via dopo che i problemi alla centralina elettrica avevano bloccato la sua Citroen C4 WRC in prova. Il trentino ha bissato il successo del 2015, precedendo la leader della classifica Gabriella Pedroni (Mitsubishi Lancer Evo VIII), autrice di un’ottima prestazione. Bronzo per l’esperto veneto Ivano Cenedese (Renault Clio RS).
Anche nel gruppo N sul gradino più alto del podio è finito un trentino, in questo caso di origine sorrentina: stiamo parlando di Antonino “O Play” Migliuolo su Mitsubishi Lancer EVO, che ha prevalso di un soffio sull’altoatesino Rudi Bicciato, appena 43 centesimi. Per lui questa è la prima vittoria al Bondone dopo dieci anni di tentativi. Completa il podio la Mitsubishi Lancer di Francesco Allieri.
Ivan Pezzolla ha vinto in gruppo Racing Start RSTB, seconda piazza alla sua prima volta al Bondone per l’altro pugliese della Fasano Corse Giacomo Liuzzi.
Da ricordare che l’associazione “Un sogno per Vincere” ha portato in gara Antonio Lopez e Stefano Zanardelli, entrambi su Mini Cooper Jcw. Un’esperienza che non dimenticheranno mai.
Infine fra le vetture storiche primo successo alla Trento – Bondone in carriera per il rodigino Giovanni Ambroso, che ha portato la sua Osella PA 9/90 a superare l’agguerritissima concorrenza di Jean Marie Almeras (Porsche 935), superandolo di 8 secondi. Terzo gradino del podio per il levicense Remo Decarli (Fiat X1/9 Dallara), ormai abbonato a questa piazza.
Le voci dei protagonisti
Simone Faggioli (1° classificato assoluto 66ª Trento-Bondone)
«Io imbattibile? Non c’è nessuno di imbattibile. Si corre conto il tempo e si cerca di fare il meglio possibile. Vincere qui con il nuovo record è una gioia incredibile perché la Trento-Bondone è una delle gare più difficili. Voglio dedicare il successo al mio team e alla mia famiglia: l’inizio di stagione è stato particolarmente difficile sotto il profilo della messa a punto, ma ora siamo riusciti a trovare il giusto assetto. Finalmente siamo usciti dal “tunnel”. Non ho vinto io soltanto, ma è stata una vittoria di gruppo. Ora sono a un passo dal record di successi di Nesti e sarebbe bello riuscire a eguagliare un mito come lui.  Andre sotto i 9 minuti? Non è facile. Ogni anno riesco ad abbassare il mio record di qualche secondo, ma è chiaro che più si va avanti e più diventa difficile migliorarsi. Ora mi godo questa giornata. Ogni edizione della Trento-Bondone è un’avventura diversa e c’è sempre da soffrire, anche se questo è obiettivamente un bel soffrire. Da domani si guarda avanti, al campionato italiano e all’Europeo: nel circuito continentale ci aspettano due gare molto veloci e so che con Merli ci sarà da battagliare»

Christian Merli (2° classificato assoluto 66ª Trento-Bondone)
«È arrivato l’ennesimo secondo posto, ma questa volta è stato già un miracolo essere al via. La Trento-Bondone è sempre la Trento-Bondone e non potevo permettermi di mancare. I meccanici hanno lavorato tutta la notte e hanno fatto qualcosa di incredibile per permettermi di essere in gara. La macchina non era ovviamente al 100%, ma non potevo chiedere di più. Abbiamo sistemato tutto quello che si poteva e non è stato facile. In prova sabato avevo un po’ di sovrasterzo e l’avantreno era molto preciso. Oggi il contrario e di conseguenza non era facile esprimersi al meglio. Ora guardo alle prossime gare del campionato Europeo: sono a pari punti con Faggioli e il mio principale obiettivo sarà quello. Cercare di giocarmela fino in fondo»

Michele Fattorini (3° classificato assoluto 66ª Trento-Bondone)
«Era la prima volta per me alla Trento-Bondone, che è la gara di casa per il mio team. Sono super contento: sabato abbiamo fatto le prove con la pioggia e nemmeno nel migliore dei sogni potevo pensare a un risultato e a un tempo del genere. Scendere sotto i 9’45” all’esordio è veramente un grande risultato, frutto di uno splendido lavoro della squadra. Per questa macchina era solamente la quarta gara e settimana dopo settimana stiamo migliorato. Ho sempre sentito parlare della Trento-Bondone come dell’“università delle cronoscalate” e, ora che sono riuscito a partecipare, ho capito il perché. Una gara bella e difficile, nella quale è quasi impossibile essere perfetti. Davvero non mi aspettavo di vivere una giornata del genere. Stupendo»

Luca Ligato (6° classificato assoluto e 1° classificato gruppo CN)
«Sabato in prova abbiamo avuto alcuni problemi a livello di elettronica: mi si è spenta la macchina e mi sono dovuto fermare a metà percorso. Nonostante questo, sono riuscito a fare una bella gara e sono soddisfatto sia del tempo finale che della prestazione. Purtroppo è mancato il duello con Lombardi. Sarebbe stato ancora più bello e stimolante, ma la Trento-Bondone bella lo è di suo. Bella veramente»

Diego Degasperi (8° classificato assoluto)
«Ero partito con l’obiettivo di fare un tempo sotto i 10’10”, che sulla carta ritenevo sufficiente per entrare nella top 10. Ci sono riuscito e per me è già un successo. Il percorso sabato pomeriggio era in condizioni ottimali: oggi era più caldo ed era leggermente più scivoloso. Ho optato per una mescola di gomme un po’ più dure e qualcosa ho pagato in termini cronometrici, ma ho preferito dare priorità alla sicurezza»

Adolfo Bottura (10° classificato assoluto)
«Sono soddisfatto della mia prova e ci tenevo a fare un buon risultato, anche perché la gara di casa ha sempre un sapore particolare. Quella di sabato è stata una giornata complicata, ma siamo riusciti a trovare una buona messa a punti e alla fine il decimo posto va bene, nonostante negli ultimi 3 km abbia dovuto fare i conti con il surriscaldamento dei freni. Anzi, per poco non ho migliorato il mio personale: ci riproverò l’anno prossimo»

Antonino Migliuolo (1° classificato gruppo N)
«Finalmente è arrivata la prima vittoria di gruppo alla Trento-Bondone. Ho vinto gare un po’ dappertutto, ma qui non ero mai riuscito a salire sul primo gradino del podio. L’anno scorso fui secondo per soli 37 centesimi, quest’anno ho vinto per 4 decimi. Sono contento di essere riuscito a sfatare questo tabù. Unico neo il tempo un po’ alto, ma cercheremo di capire cosa non ha funzionato. Più di così oggi non si poteva fare e sono contento che sia bastato per la vittoria»

Rudy Bicciato (2° classificato gruppo N)
«Quando al termine di una gara primo e secondo sono distanziati di soli 4 decimi è come aver vinto in due. Sono contento di essere arrivato in cima: se poi, alla mia età, si riesce anche a vincere, tanto meglio, ma va bene così. Mi lascia un po’ perplesso il tempo di gara e voglio capire il motivo. Con questa macchina sono riuscito a salire due volte in 11’13”, oggi in 11’30”. O sono io che non sono peggiorato nella guida o c’è stato qualche problema»

Tiziano Nones (1° classificato gruppo A)
«Pensavo addirittura di dover rinunciare a partire, perché sabato nelle prove ho avuto problemi al motore e alla centralina. Siamo riusciti a recuperare un motore nuovo a Varese e sono riuscito a divertirmi. La Trento-Bondone è una gara che riesce sempre a darmi grandi emozioni. Quando si vince sono ancora maggiori»

Gabriella Pedroni (2ª classificata gruppo A)
«Una grandissima soddisfazione e un gran tempo, che mi porta al livello dei migliori driver con Mitsubishi. Mi sarebbe piaciuto poter competere alla pari con Nones, ma ho comunque dimostrato quanto tengo alla Trento-Bondone e al campionato italiano. Voglio provare a vincerlo e penso di avere le carte in regola per farlo, macchina affidabile ed entusiasmo. Un ringraziamento particolare va anche al pubblico, che qui è sempre numerosissimo e calorosissimo. Mi ha dato una ulteriore spinta»

Maurizio Pioner (1° classificato gruppo E1A)
«La soddisfazione più grande, al di là del successo di gruppo, è quella di aver portato all’arrivo un gioiello che ha vinto sei titoli iridati consecutivi. Per me vale già tanto, la vittoria è un valore aggiunto. È una macchina molto impegnativa, che va guidata. Proprio per questo, se arriva anche un risultato, non si può che essere contenti»

Marco Cristoforetti (16° assoluto e 1° classificato gruppo GT)
«Ho fatto qualche errore nella prima parte di gara, ma nella seconda metà sono riuscito a esprimermi al meglio delle mie capacità. Nelle prove di sabato Giuseppe Ghezzi me le aveva suonate, quindi finché non lo ho visto tagliare il traguardo non ho potuto esultare. Arrivare in cima è sempre difficile alla Trento-Bondone, non a caso tre anni fa persi la gara per un errore al terzultimo tornante»

Giuseppe Ghezzi (2° classificato gruppo GT)
«Lo scorso anno fermai il cronometro sul tempo di 11’06”, quest’anno sui 10’53”. Cristoforetti mi è arrivato ancora una volta davanti, ma mi sto avvicinando sempre di più a lui e l’anno prossimo voglio riprovarci. Devo complimentarmi con lui. Io faccio gare in pista e la Trento-Bondone è l’unica competizione in salita a cui partecipo. Per noi trentini ha un sapore particolare e siamo contenti di essere riusciti a onorare al meglio la gara di casa»

Michael Valentini (1° classificato gruppo E1)
«Alla settima partecipazione sono finalmente riuscito a vincere nel gruppo E1 e penso di essere riuscito a farlo grazie alla mia miglior prestazione di sempre. Ho guidato veramente bene. Il pubblico avrebbe probabilmente voluto vedere qualche freno a mano in più. Sabato me lo sono concesso, ma oggi ho preferito guidare pulito, perché se si vuole fare il tempo è la cosa migliore da fare. L’esperienza, maturata anno dopo anno, aiuta, anche se ogni volta c’è qualcosa da scoprire»Anno dopo anno esperienza maturata aiuta. C’è sempre qualcosa di nuovo da scoprire

Giovanni Ambroso (1° classificato Auto Storiche)
«Ho preso parte a molte edizioni della Trento-Bondone: finora era riuscito a conquistare due secondi posti e quest’anno sono finalmente riuscito a vincerla. Sono doppiamente contento, perché ho preceduto uno dei miti che hanno fatto la storia di questa gara. È un onore salire sul podio insieme ad Almeras»

Jean Marie Almeras (2° classificato Auto Storiche)
«La Trento-Bondone è sempre una corsa straordinaria, la più bella d’Europa in assoluto, sia come percorso che come organizzazione. Per questo torno sempre volentieri qui. Quest’anno ho l’obiettivo di vincere il campionato europeo Auto Storiche, un risultato che ho già centrato con le auto moderno. L’anno prossimo? Sarò sicuramente ancora al via»

Remo Decarli (3° classificato Auto Storiche)
«Nonostante qualche problema alla macchina, è andato tutto bene. È la terza volta che salgo sul gradino più basso del podio e mi piacerebbe riuscire a scalare almeno una posizione. Per farlo, però, devo sbagliare di meno e partire più concentrato. Ho commesso errori che non dovevo compiere»