7ª Cronoscalata Storica dello Spino

Uberto Bonucci nelle storiche e Federico Liber tra le moderne i primi attori dello Spino 2016

UBERTO BONUCCI SU OSELLA PA 9/90 DOMINA LA 7° CRONOSCALATA STORICA DELLO SPINO. DI ANTONIO ANGIOLANI, STEFANO PERONI, GIULIANO PALMIERI E TIBERIO NOCENTINI GLI ALTRI ASSOLUTI DI RAGGRUPPAMENTO, MENTRE FRA LE MODERNE SI IMPONE LA FORMULA GLORIA DI FEDERICO LIBER
Ufficio stampa Pro Spino Team 15 Maggio 2016

PIEVE SANTO STEFANO – È Uberto Bonucci su Osella Pa 9/90 il prim’attore della 7° cronoscalata storica dello Spino, terza prova del Campionato Italiano di Velocità in Salita per Auto Storiche e gara valevole anche per il Trofeo Abarth Classiche e per il Trofeo Toscano di Velocità in Montagna. E se anche non esiste un dominatore assoluto perché ogni raggruppamento ha il suo, è pur vero che il pilota di Colle Val d’Elsa – campione tricolore in carica nel IV Raggruppamento – ha imposto la sua supremazia nei confronti degli altri dopo un sabato che l’aveva tolto di scena fin dalle curve iniziali della prima manche a causa dei problemi al motore. Un bel regalo per i 64 anni festeggiati proprio a Pieve Santo Stefano (è infatti nato il 13 maggio 1952), quello che il portacolori del Team Italia si è fatto: la sua vittoria è meritata anche perché ottenuta sotto una pioggia che, fattasi da parte al mattino, è ricomparsa all’inizio e poi in maniera non continua nel momento cruciale della seconda manche, finendo con il condizionare le prestazioni, anche se la scelta dei pneumatici da bagnato ha dato ragione a Bonucci. “Il problema avuto il sabato l’ho risolto brillantemente, nel senso che ho cambiato il motore della dell’Osella – commenta ridendo Bonucci – per cui la prima manche è stata di fatto per me la prova ufficiale, dal momento che adoperavo un cambio rifatto. Ci sarebbero state quindi tutte le condizioni per scendere sotto il 2’56” che ho sfiorato, ma purtroppo la pioggia mi ha costretto a rivedere i programmi. Nella seconda manche, ho tirato forte fino al tratto del bosco, poi il fondo era bagnato e allora ho cercato di amministrare la situazione, anche se questo assetto andava bene”. La sfida diretta (e nello stesso tempo a distanza, vista l’appartenenza a un diverso raggruppamento, il III) è stata quella con il fiorentino Stefano Peroni su Osella Pa 8/10, che aveva un ritardo di 1”63 alla partenza della seconda manche e che con le gomme da asciutto ha fatto registrare un tempo superiore di circa 4”. Risultato sui 6 chilometri del tracciato: 2’55”99 e 3’15”81” per Bonucci e il suo tempo totale di 6’11”80 è pari a una media di 116,2 chilometri orari; 2’57”62 e 3’19”55 per Peroni, con totale di 6’17”17. “Un secondo posto “sudato” – ha dichiarato Stefano Peroni – e posso garantire che fino al chilometro conclusivo sono riuscito a esprimere il meglio anche con le gomme da asciutto, ma da quel punto fino al traguardo ho trovato difficoltà nel tenere dritta la vettura”. Sul terzo gradino dell’ipotetico podio, anche se staccato di oltre 50” complessivi da Bonucci, sale il 39enne Andrea Pezzani al volante della Lucchini 3.0 Sn che a suo tempo era appartenuta allo scomparso campione Fabio Danti; il conduttore di Cusano Milanino ha tuttavia di che esultare: al suo esordio allo Spino, è secondo assoluto (dietro Bonucci) in un IV Raggruppamento che ha visto il fedelissimo Roberto Brenti di Bibbiena bagnare la sua 35esima partecipazione a questa cronoscalata con la 20esima affermazione di classe al volante della Renault 5 Gt Turbo rientrante nella categoria delle ex “classic”. E questo, anche per il tempo altissimo della Lucchini di Sandro Zucchi, che nella seconda manche sul bagnato è andato sopra i 5 minuti. Passiamo agli altri raggruppamenti: assoluto di Antonio Angiolani da Osimo fra le monoposto “formula” su March 783 F3 con un ottimo 7’06”64 che diventa il quarto tempo di giornata; nettamente staccati, anche in questo caso, il secondo e il terzo classificato, rispettivamente Maurizio Rossi su Formula Alfa Boxer e Alessandro Trentini su Dallara Formula 3 386, che nella seconda manche ha recuperato terreno dopo che nella prima si era girato all’Acquedotto. Tornando al III Raggruppamento, quello che ha visto primeggiare Stefano Peroni, è il siciliano Giuseppe Gallusi su Porsche 911 Sc a gestire saggiamente il secondo posto nonostante l’exploit del napoletano Gennaro Ventriglia su Fiat X 1/9, che grazie una eccezionale seconda manche è arrivato a soli 33 centesimi da Gallusi nel computo cronometrico. Il beniamino di casa, Ennio Bragagni Capaccini su Fiat Giannini 650 Np, fa sua alla grande la classe 700 delle silhouette. Il II Raggruppamento, quello in cui non vi erano i prototipi biposto, ha confermato la leadership di Giuliano Palmieri con la De Tomaso Pantera; la sorpresa in negativo della seconda manche è stata quella di Salvatore Asta su Bmw 2002, compagno di scuderia nella Bologna Squadra Corse, che nella prima manche aveva un tempo superiore di appena 1”59, ma il 3’55”67 realizzato nella seconda lo ha retrocesso sul quarto gradino finale, dando via libera all’Alfa Romeo 1750 di Fosco Zambelli, che gli ha soffiato il secondo posto con un tempo di seconda manche vicinissimo a quello di Palmieri, mentre al terzo posto si è confermata la Porsche Carrera Rs di Ildebrando Motti. Grande battaglia fra le Fiat Giannini 650, con vittoria di classe e settimo posto di gruppo per Riccardo Da Frassini su Mario Riccardo Viggiani di Sansepolcro; terzo posto davvero eccellente per la brava giovane Chiara Polledro. Il I Raggruppamento ha nel fiorentino Tiberio Nocentini su Chevron B19 il suo leader consolidato: 3’24”94 e 3’44”96 i suoi tempi, che insieme confezionano il quinto assoluto allo Spino. Tranquilla piazza d’onore per Antonio di Fazio su Nsu Brixner e, alle loro spalle, Vittorio Mandelli su Jaguar E-type guida il plotone delle turismo. Aveva un vantaggio di 1”61 al termine della prima manche sulla Bmw 2002 del senese Franco Betti e lo ha portato a oltre 7” nella gara del pomeriggio, anche se il più veloce di manche – per appena 3 centesimi di secondo su Mandelli – è stato Alessandro Rinolfi su Austin Mini Cooper, partito però con un ritardo di oltre 12” accumulati nella salita iniziale. A Uberto Bonucci il Trofeo “Tratos” per il miglior tempo in assoluto e a Cristian Burzi (classe 1993) su Innocenti Mini Cooper il trofeo per il miglior giovane “Under 25” messo in palio dall’altro sponsor dello Spino, la Bs Lubrificanti di Sansepolcro. Sono state infine 110, sulle 131 al via in tutti i 5 raggruppamenti, le vetture che hanno completato la gara.

Fra le auto moderne, è il veronese Federico Liber su Formula Gloria C8 Evo ad apporre la firma nella 44esima edizione di sempre della Pieve Santo Stefano-Passo dello Spino, quella riservata alle moderne, ma a riscrivere la classifica ha provveduto la pioggia caduta nel frangente centrale di questa gara, dopo che erano salite poche vetture. Al 2’51”15 della prima salita, Liber ha aggiunto il 3’23”17 della seconda (che rimane sempre il più veloce di manche) per un totale 6’14”32, creando letteralmente il vuoto alle sue spalle, anche perché Fabrizio Peroni su Osella Pa 20/S, secondo in mattinata, ha realizzato un tempo alto ed è sceso al terzo posto assoluto, finendo con il lasciare la piazza d’onore all’altra Formula Gloria C8 Evo di Alessandro Tinaburri, staccata di 27”35 nella somma dei tempi. Salto indietro di ben 12 posizioni per il veterano della famiglia Peroni, cioè papà Giuliano, che – frenato dalla pioggia – con la sua Lucchini Bmw si è ritrovato da quarto a dodicesimo assoluto. Bene i piloti locali Mauro Polcri su Osella Pa 20/S, sesto assoluto e secondo nella Cn; Luca Senesi su Mini Cooper S, settimo assoluto e primo nel gruppo Racing Start Plus e Gregory Matusali, sempre su Mini Cooper, nono assoluto e primo nella Racing Start; sfortunato invece l’orvietano Daniele Pelorosso, che al termine della prima manche aveva il nono tempo e il primo della E1 Italia, ma che ha dovuto dare forfait a causa della rottura del cambio. Incidente all’Acquedotto per la Peugeot 306 Rally di Matteo Zamagni, con seconda manche sospesa per una buona mezzora anche per consentire ai piloti di montare le gomme da bagnato. Dei 35 partenti, hanno completato la salita in 29.

La giornata era iniziata bene: cielo sgombero e parate di auto e bici prima della gara. Un saluto al numeroso pubblico presente è stato poi rivolto dell’ex campione Arturo Merzario alla guida di un’Abarth 695, con la casa dello “scorpione” che ha allestito il suo “village” nei tre giorni di manifestazione. Nel primo pomeriggio, ha poi provveduto la pioggia a lasciare il segno, anche se non è riuscita per fortuna a rovinare la festa.