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    Auto elettriche nelle cronoscalate
    Una presenza che fa discutere, tra curiosità e resistenze
    Redazione 8 Gennaio 2026
  • Auto elettrica impegnata in una cronoscalata

    C’è un momento preciso in cui te ne accorgi. Sei a bordo strada, il cronometro sta per partire, il pubblico si zittisce… e invece del solito boato senti quasi nulla. Un sibilo, al massimo. È lì che capisci che qualcosa sta cambiando.

    Le auto elettriche hanno iniziato ad affacciarsi anche nel mondo delle cronoscalate, un ambiente storicamente ruvido, fatto di meccanica pura, di odore di frizione e di motori portati al limite per pochi chilometri intensissimi. Un mondo che non ama le rivoluzioni improvvise. E infatti, più che una rivoluzione, quella dell’elettrico sembra per ora una presenza silenziosa. Discreta. Ma impossibile da ignorare.

    Dal punto di vista della guida, qualche pilota lo ammette sottovoce nel paddock: la spinta immediata dell’elettrico è qualcosa che impressiona. Nei tornanti stretti, nei rilanci da seconda marcia, la coppia istantanea cambia il modo di affrontare certi tratti. Niente attesa, niente vuoti. Premi, e l’auto va. Semplice. Almeno sulla carta.

    Poi arrivano i “ma”. Il peso, prima di tutto. Le batterie si sentono, eccome, soprattutto quando la strada sale davvero. E c’è la gestione del calore, che in una salita tirata al massimo non è un dettaglio. Qualcuno scherza: «Arrivi in cima veloce, ma poi speri che tutto sia ancora in ordine». Battute, certo. Ma neanche troppo.

    C’è anche un altro aspetto, meno tecnico e più emotivo. Le cronoscalate non sono solo tempi e classifiche. Sono atmosfera. Il suono che rimbalza tra i boschi, il pubblico che riconosce un motore ancora prima di vedere l’auto spuntare da una curva. In questo senso, l’elettrico spiazza. Divide. C’è chi è curioso e chi storce il naso, senza mezzi termini.

    Per ora, infatti, nessuno parla seriamente di sostituzione. Piuttosto di convivenza. Classi sperimentali, apparizioni dimostrative, progetti ancora in fase di studio. Un laboratorio a cielo aperto, come spesso è stato il motorsport. Anche le cronoscalate, nel loro piccolo, hanno sempre anticipato cambiamenti che all’inizio sembravano fuori posto.

    Resteranno un esperimento o diventeranno parte stabile del panorama? È presto per dirlo. Ma una cosa è certa: quando anche il silenzio inizia a far rumore, vale la pena fermarsi ad ascoltare. Anche in salita.

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