43ª Pieve Santo Stefano – Passo dello Spino

Faggioli e Merli divisi da meno di due secondi alla 43ª Pieve Santo Stefano – Passo dello Spino

di Ufficio stampa - 25 Luglio 2015
SIMONE FAGGIOLI E CHRISTIAN MERLI DIVISI DA MENO DI DUE SECONDI DOPO LE PROVE UFFICIALI: LA 43ESIMA EDIZIONE DELLA CRONOSCALATA DELLO SPINO SI PREANNUNCIA RICCA DI INTERESSE IN OGNI GRUPPO
Faggioli e Merli divisi da meno di due secondi alla 43ª Pieve Santo Stefano – Passo dello Spino

Simone Faggioli vuole la cinquina allo Spino con la sua Norma M20 Fc ma Christian Merli, sempre più a suo agio con l’Osella Fa 30 Evo, gli fa capire che stavolta dovrà se non altro sudarsela di più. I tempi comunicati al termine delle prove ufficiali, con i due grandi rivali separati da nemmeno un paio di secondi, hanno entusiasmato il folto pubblico in vista della doppia sfida che conta, quella della domenica: partendo dal 2’38”98 di Faggioli, miglior responso della prima manche di prove ufficiali, ecco il 2’38”88 di Merli nella seconda e, di lì a poco, la risposta del pluricampione della Sport Made in Italy in 2’37”03. Faggioli ha lavorato sugli assetti, l’avversario trentino della Vimotorsport su alcune regolazioni e sulle gomme Avon. Certamente, il tempo di Faggioli è al momento lontano dal suo record allo Spino, il 2’31”23 del 2014 in gara 1. “Siamo un po’ in difficoltà con l’assetto – ha detto Faggioli – e abbiamo problemi elettrici nel motore, ma forse ho capito di cosa si tratta. Fare 2’37”03 in prova significa che per vincere, domani, bisogna migliorare in tutti i modi”. Merli è soddisfatto: “La vettura sta funzionando e quindi possiamo fare sempre meglio. Avon sta poi svolgendo un ottimo lavoro per un nuovo sviluppo di gomme”. Ecco dunque il leit motiv della 43esima edizione della Pieve Santo Stefano-Passo dello Spino, tappa numero 9 del campionato italiano di velocità in montagna (Civm) 2015 e prova valevole anche per il trofeo italiano di specialità e per il Fia International Hill Climb Cup. Dietro i grandi duellanti, l’umbro Michele Fattorini della Speed Motor pregusta il secondo podio di fila in una settimana con l’Osella Pa 2000 (2’43”09), anche se Omar Magliona è tornato a ruggire con l’Osella Pa 21/S Evo e il suo 2’45”47 sta a significare che Fattorini non dovrà commettere errori. Il sardo è comunque in vantaggio sull’altra Osella di Achille Lombardi, il potentino che può insidiarlo nel primato fra i prototipi Cn. “Già adesso siamo scesi di un secondo sotto il record di categoria – ha commentato Magliona – per cui il bilancio della vigilia è più che positivo”. Bene anche il 26enne bresciano Paride Macario che, dopo il 2’53”30 iniziale, ha tirato fuori gli artigli con un 2’46”99 che gli vale la quinta posizione. Seguono a ruota altre quattro Osella: quelle dei due Conticelli, con il padre Vincenzo superato nella seconda prova dal figlio Francesco per 57 centesimi; quella del trentino Matteo Moratelli e quella del già citato Lombardi, mentre un altro siciliano, Samuele Cassibba, chiude per ora la “top ten” con la Tatuus Formula Master. Lo svizzero Tiziano Riva su Reynard Cosworth, undicesimo, è il migliore del sabato fra gli stranieri per questione di centesimi sulla Norma M20 Fc del ceko Vaclav Janik. Più avvincente che mai si preannuncia la battaglia negli altri gruppi: nella Gt, per esempio, la Porsche 996 del pugliese Francesco Leogrande è andata più veloce della Ferrari F458 del leader Roberto Ragazzi, mentre in E1 il 28enne svizzero Ronnie Bratschi con la sua Mitsubishi Evo 8 sembra davvero mettere d’accordo tutti: “Percorso difficile, ma bello”, si è limitato ad affermare con un 3’04”13 di primo acchito; dietro di lui, la Fiat X.19 Silhouette di Manuel Dondi (E2S) e l’Alfa Romeo 155 di Marco Gramenzi, penalizzata dalla rottura della barra stabilizzatrice nella prima manche. Fulvio Giuliani con la sua Lancia Delta ha pagato la scelta di salire con le gomme a mescola dura; per lui, quinto tempo in 3’10”95, superato per 75 centesimi anche dal bulgaro Nikolay Zlatkov con l’Audi Quattro S1, che nella prima salita era stato bloccato dopo appena un chilometro dalla rottura del semiasse. Come previsto, Serafino Ghizzoni e Paolo Parlato, entrambi su Honda Civic Type, sono pronti ad approfittare dell’assenza del capoclassifica Salvatore D’Amico per la palma del migliore in gruppo A. In gruppo N, Antonino “O Play” Migliuolo ha messo in chiaro le proprie intenzioni con la Mitsubishi Lancer Evo: 3’18”96 e 3’21”71, mentre il diretto rivale Giovanni Del Prete, che ha saltato la prima prova per il ritardo in allineamento, si è poi fermato a 3’33”60. In Racing Start, spicca fra le aspirate il tempo della Honda Civic del conduttore Luca Senesi di Pieve Santo Stefano, con un 3’50”09 nella prima manche; la Renault Clio di Giovanni Grasso è l’unica vettura in grado al momento di avvicinarsi a lui. Fra le turbo, la Mini Cooper di Oronzo Montanaro pare avere qualche chance in più su quella di Nicola Novaglio, attuale leader del tricolore e nella Plus è alquanto incerto il duello fra il pescarese Roberto Chiavaroli su Honda Civic e il reatino Antonio Scappa su Renault Clio, tanto che nella prima manche i due erano separati da appena 19 centesimi di secondo. Prove bagnate per un breve tratto sia della prima che della seconda salita (e su qualche risultato possono aver influito le condizioni meteo), quando intorno alle 14.15 si è resa necessaria la sospensione di una ventina di minuti per il cambio degli pneumatici. Tornante dell’acquedotto fatale per la Honda Civic di Fabrizio Bommartini (classe 1600 del gruppo A), finita lungo contro il guard-rail con la fiancata destra e anche per la Citroen C2 di Luca Gaetani (classe 1600, gruppo E1), che comunque ha avuto un impatto più attenuato rispetto all’urto della prima. Incidente anche per la Renault 5 Gt Turbo di Alberto Scagnetti (classe 3000, gruppo E1), che ha avuto un contatto intorno a metà percorso.

Verso una doppietta in casa Peroni fra le auto storiche. Se il figlio Stefano impiega 3’05”26 sulla Osella Pa 8/10 nella prima manche, è il padre Giuliano a rispondere nella seconda con un 3’07”11 su Osella Pa 3, ma attenzione al beniamino locale Ennio Bragagni Capaccini su Re.Bo. e agli immancabili Franco Cremonesi e Piero Lottini, entrambi su Osella Pa 9, anche perché qualcuno ha beneficiato del fondo asciutto. E se nel primo raggruppamento a dominare la scena è stata la Porsche 906 di Mario Sala, nel terzo si registra la performance del pilota Francesco Ricciarelli su A112 con un 3’49”45 che per ora lo pone davanti a tutti. Da segnalare la partecipazione numero 33 del fedelissimo Roberto Brenti su Renault 5 Gt Turbo e la presenza su Ams Sport di Mauro Ceccarelli, che era stato fra i partecipanti allo Spino nella prima edizione, disputata il 5 settembre di 50 anni fa.

Tutto pronto, quindi, per le due salite che contano ai fini del campionato. Il via alle 9.30 di domenica 26 luglio, con una particolarità che riguarda gara 1: il serpentone delle auto storiche scenderà al completo prima della salita delle moderne, mentre in gara 2 non vi saranno interruzioni. Ad aprire la mattinata sarà la parata Berg-Porsche, a cura del Porsche Club Toscana, mentre apripista sarà una Fiat 500 con al volante il giovane pievano Michele Gregori, promessa del karting.

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