43ª Pieve Santo Stefano – Passo dello Spino

Cronoscalata dello Spino, mezzo secolo con qualche vuoto

di Ufficio Stampa Pro-Spino Team - 16 Luglio 2015
È l’edizione numero 43 della cronoscalata Pieve Santo Stefano-Passo dello Spino, ma in realtà sono trascorsi 50 anni esatti dalla prima “volta” di una gara che ancora oggi continua ad affascinare piloti e pubblico. In attesa del rombo dei motori – ma manca davvero poco all’ultimo week-end di luglio – andiamo a ripercorrere in breve la storia di questa salita che ha fatto conoscere Pieve in tutta Italia e anche all’estero.
Cronoscalata dello Spino, mezzo secolo con qualche vuoto

Il giorno del compleanno deve ancora venire: era infatti il 5 settembre 1965 quando la corsa venne organizzata “a invito”; un numero ristretto di partecipanti, ma l’importante era cominciare. Di “Sangry’la” la prima firma sull’albo d’oro: ed è una firma speciale non solo per il singolare pseudonimo del vincitore, ma anche perché quella rimane l’edizione dello Spino con il tracciato in assoluto più lungo: 12 chilometri e 700 metri, con arrivo proprio nella curva in cima al valico. L’Alfa Romeo Tz di “Sangry’là” impiegherà 7’26” netti e, per motivi di sicurezza, dall’anno successivo il traguardo scenderà di 200 metri per permettere la decelerazione nel tratto finale di salita. Saltando alla stretta attualità, diciamo subito che Simone Faggioli ha la ghiotta opportunità di fare la cinquina e di diventare il “re” assoluto dello Spino, scalzando anche il compianto Mauro Nesti, con il quale divide il primato dei 4 successi a testa. Non solo: il pluricampione fiorentino diverrebbe detentore di un’altra curiosità statistica, ovvero il poker consecutivo di affermazioni parziali; al momento, vanta il tris 2012-2014, ma anche il bresciano Giulio Regosa ha fatto altrettanto nel periodo 1987-1989. Riassumendo: 4 successi per Simone Faggioli e Mauro Nesti; 3 per Gianni Varese, Ezio Baribbi, Giulio Regosa e Domenico Scola; 2 per Giacomo Moioli in arte “Noris”, Franco Cinelli, Denny Zardo e Christian Merli; una ciascuno per “Sangry’la”, Peter Schetty, Carlo Benelli in arte “Riccardone”, Johan Ortner, Gianfranco Trombetti in arte “Gianfranco”, Marco Capoferri, Mario Casciaro, Ettore Bogani, Pasquale Irlando, Fulvio “Ricky” Braconi, Fausto D’Alpaos, Fabrizio Fattorini e David Baldi. Ricordiamo che l’edizione 1985, pur conteggiata, è stata annullata per la mancanza del servizio antincendio. Nell’unico precedente di luglio – cioè nel 1992, il giorno 19 – è stato stabilito il record sul tracciato lungo di 12 chilometri e mezzo: merito del pugliese Pasquale Irlando su Osella Pa9 Bmw, capace di fermare il cronometro a 5’12”91, alla media di quasi 144 orari. Il fiorentino David Baldi è invece il primatista sul tracciato di 6940 metri e l’unico con la sua Osella Fa30 Zytek a infrangere il muro dei 3 minuti: 2’59”43 nella prima manche del 17 maggio 2009, mentre Simone Faggioli ha ritoccato il record che già gli apparteneva sull’attuale distanza dei 6 chilometri: lo ha fatto nella gara 1 dello scorso anno (15 giugno 2014) in 2’31”23, al volante della Norma M20 Fc. Due i vincitori stranieri: lo svizzero Peter Schetty nel 1968 e l’austriaco Johan Ortner nel 1971; uno solo fra i locali, intesi come piloti della provincia: l’aretino Fulvio “Ricky” Braconi su Osella Pa20 Bmw nel 1997, unica parentesi agonistica nel periodo di “silenzio” dello Spino che va dal 1994 al 2001. Altre curiosità sono state estrapolate dalla eccezionale ricerca dell’architetto Enzo Roncolini, autentica memoria storica della cronoscalata che possiede tutti i dati dall’inizio a oggi: ebbene, nella parentesi del tracciato lungo che va dal 1965 al 1997, il “top” dei classificati è stato nel 1977 con 184, mentre dal 2002 al 2014 – quando il percorso è stato ridotto a 6940 prima e 6000 metri poi – il picco è datato 2008, con 282 vetture in graduatoria fra moderne, scadute e storiche, anche se dobbiamo ricordare che quell’anno la manifestazione venne sdoppiata, con un primo fine settimana riservato al campionato italiano auto storiche e il secondo all’italiano delle moderne. A proposito di campionato italiano di velocità in montagna, per la 25ª volta lo Spino ha la titolarità del tricolore, a conferma della validità di questa competizione. Tanti i fedelissimi in questo mezzo secolo, ma la palma spetta a Roberto Brenti di Bibbiena, che ha preso parte a 32 edizioni conquistando ben 19 vittorie di classe al volante di A112, Ford Escort, Peugeot 205 e Renault 5 Gt Turbo. Infine, gli spettatori: nel 1969 se ne contarono oltre 40000 lungo i tornanti dell’allora statale 208 e spesso è stata superata quota 10000. Che per soddisfare Pro-Spino Team e Valtiberina Motorsport sarebbero più che sufficienti!

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