Faggioli non conosce ostacoli sul Bondone

Dodicesimo successo davanti a Merli e Degasperi
Scuderia Trentina 3 Luglio 2022

È un incastro che riesce perfettamente ogni volta ormai dal lontano 2010, con l’eccezione del 2018. Ma solo perché in quell’occasione Simone Faggioli non fu presente. Parliamo del mosaico perfetto che ogni anno il pilota toscano riesce a comporre alla «Trento Bondone», unendo virtuosamente le qualità della propria Norma M20 Fc, quelle della propria guida pulita, le caratteristiche di un percorso e di un evento che gli trasmette stimoli e sensazioni uniche. Oggi si è assicurato la dodicesima vittoria in questa gara, l’undicesima nelle ultime dodici edizioni, con il tempo di 9’04”65, il secondo di sempre dopo il suo per ora irraggiungibile 9’00”52 del 2017. Un tempone, se si considera che da quest’anno le vetture sono state zavorrate per limitarne le prestazioni, al quale Christian Merli ha provato a rispondere con i mezzi di cui dispone, sicuramente meno performanti su questo terreno. Ha portato l’Osella Fa 30 al traguardo di Vason con il tempo di 9’24”63, anche per lui il secondo di sempre in questa gara dietro al 9’19”64 del 2017.

Simone porta a casa l’intera posta per il campionato italiano, Christian quella per il campionato europeo. Ora potranno proseguire la propria corsa indisturbata verso i rispettivi titoli senza intralci. La pattuglia di piloti trentini festeggia anche il terzo posto di Diego Degasperi su Osella Fa 30, che per salire sul podio ha dovuto combattere sul filo dei secondi con il compagno di squadra Achille Lombardi (Osella Pa 2000): 9’36”21 il tempo del primo, 9’37”84 quello del potentino. I due sono saliti così con Faggioli sul podio del Civm, un podio monocolore Best Lap.
Sfogliando la classifica assoluta, da comporre sovrapponendo quella dello stesso Civm con quella dell’IHC, al quinto posto si piazza il tedesco Alexander Hin su Osella Fa 30, alla sua prima partecipazione alla «Trento Bondone» con il tempo di 9’44”40, risultando il primo della pattuglia straniera in gara per l’Europeo, davanti al francese Sebastien Petit su Nova Np 01-2 (9’57”70), settimo assoluto, e al ceco Petr Trnka su Norma M20 Fc (10’03”41), nono assoluto. In mezzo si sono infilati Giancarlo Maroni con l’Osella Pa 21 Jrb (9’52”09), sesto, e il trentino Michele Fattorini con la Wolf Gb08 Thunder (10’01”04), ottavo. Completa la top ten il veronese Federico Liber su Wolf Gb08 Minstral. Ottimo dodicesimo posto, dietro a Damiano Schena (Wolf Gb08 Thunder), per il bolognese Manuel Dondi, secondo nel 2019 sotto il diluvio, con la Fiat X 1/9.

Non ha tagliato il traguardo a causa delle temperature troppo alte del suo motore il trentino Thomas Pedrini (Osella Pa21), che in prova aveva fatto segnare il settimo tempo assoluto.
Basta scendere di poche posizioni per trovare le prime vetture del gruppo GT, che hanno dato vita ad un duello appassionante. Diciottesimo posto assoluto per il pugliese Lucio Peruggini, con la performante Ferrari 488 Challenge Evo, che ha avuto la meglio su Giuseppe Ghezzi alla guida della nuova Porsche 991 Gt3: 1’36”20 il tempo del primo, 1’37”79 il tempo del secondo, che si è diviso fra guida e organizzazione della gara in qualità di presidente della Scuderia Trentina. Terza piazza tra le super car per il calabrese Rosario Iaquinta su Porsche 991 Gt3, che ha espresso al meglio il potenziale della Lotus Exige in versione E2SH. In gruppo E1 sfortuna per Giuseppe Aragona su Volkswagen Golf, rallentato da noie alla trasmissione della giovane vettura, ha vinto la classifica Civm il piemontese Giovanni Regis, affezionato del Bondone, che ha interpretato al meglio sulla Peugeot 106.
Rudi Bicciato ha primeggiato nel gruppo A al volante della Mitsubishi Lancer, concludendo la propria gara con il tempo di 11’07”92. L’altoatesino ha preceduto due trentini, Fabio Farina alla prima uscita con la Skoda Fabia (11’19”95) e Stefano Nadalini su Mitsubishi Lancer Evo VIII (11’36”91).

Nel Gruppo N primeggia Gabriella Pedroni con la fida Mitsubishi Lancer Evo IX 3000 con il tempo di 11’38”23, brava anche a non farsi condizionare dalla lunga attesa in auto creata dal recupero di alcuni mezzi. La trentina ha chiuso davanti alla coppia triestina su Honda Civic Type R 2000, composta da Carmelo Fusaro e Alessandro Agosti.
Per quanto concerne il gruppo RsPlus successo per il camuno Luca Tosini su Audi Rs3 Lms con il tempo di 11’12”87. Parla pugliese invece il gruppo RsPlus, dato che la vittoria è andata al driver di Martina Franca Vito Tagliente su Pegueot 308 Gt, 11’38”69 il suo crono, che ha capitalizzato i 16 secondi finali di vantaggio sul sorprendente pilota di casa Alessandro Giovanelli (Renault Clio Rs Cup), alla sua prima gara in salita dopo tante esperienza maturate in pista. Bronzo per l’altoatesino Helmuth Winkler su Renault Clio Cup.
Successo di un pugliese anche nel gruppo Rs: Oronzo Montanaro (Mini Cooper S) si è imposto con il tempo di 12’41”52, davanti al bresciano Federico Raffetti (Mini Cooper Sd) a 14 secondi di distanza. Completa il podio un altro pugliese, Angelo Loconte su Peugeot 308 Gti, giunto a 22 secondi da Montanaro.
Nel gruppo ProdE esulta il veronese Fabrizio Bommartini in gara con una Honda Civic Vtec, che si è tenuto alle spalle il temibile altoatesino Kevin Lechner (Bmw M3), sttaccato di 12 secondi, con il tempo di 11’49”44. Terzo un altro alfiere della Scuderia Mendola, Simon Morandell.

Nel gruppo ProdS successo per il trentino Marco Cappello su Honda Civic Type R con il tempo di 12’04”27, 25 secondi in meno dell’altoatesino Lukas Kerschbaumer su Honda Civic Ek 4, e quasi 29 in meno rispetto ad un altro trentino, ovvero Massimo Pasqualini su Renault Clio Rs Light, che ha completato il podio regionale.
La gara riservata alle vetture storiche ha visto il successo del pisano Piero Lottini, che ha sfruttato al meglio i cavalli della propria Osella Pa 9/90 per fissare il tempo di 11’33”84, quanto bastava per tenersi alle spalle il brillante pilota di casa Maurizio Visintainer, che ha ottenuto il massimo dalla propria Bmw M3, ottenendo un 11’40”66 d’argento. Terzo posto per il siciliano Salvatore Riolo, alla prima esperienza sul Monte Bondone, che ha ottenuto un 11’51’80” con una Porsche 911 Sc, imponendosi nel gruppo 3, superando di un soffio il reggiano Ildebrando Motti su Porsche Carrera Rs, 11’51”99 il suo tempo, vincitore del gruppo 2. Ancora una Porsche 911 al quinto posto, quella condotta da Giampaolo Basso, mentre al quinto troviamo il primo straniero, l’austriaco Harald Mössler su Daren Mk3, impostosi nel gruppo 1. Non ha potuto prendere il via Marco Cristoforetti, che per l’occasione aveva portato in Bondone una Porsche 904/6 Carrera Gts, perché ha rotto il motore durante le prove del sabato. La gara Aci Storic, riservata cioè alle vetture non iscritte al Campionato Europeo, ha visto primeggiare Umberto Pizzato su Porsche 911 Rsr con il tempo di 12’09”66.

Le interviste ai protagonisti della gara

Simone Faggioli (primo assoluto): «Dodicesima vittoria in Bondone. Sono felicissimo della mia prestazione, anche se non è stato facile per il grande caldo. Freni, motore, gomme sono andati sotto stress per tutti i piloti. Il fatto di essere arrivato al traguardo senza problemi è il segnale che tutto il team ha lavorato bene. Come prestazione è superiore di 4 secondi rispetto al mio record, però con i nuovi regolamenti imposti dal Civm e con 30 kg in più è difficile essere performanti. Alla Trento-Bondone bisogna sempre tenere la concentrazione dal primo all’ultimo metro. Vincere qui vale doppio, perché è una gara unica e incredibile. Ha un valore originale».
Cristian Merli (vincitore gara campionato europeo): «Il mio primo obiettivo era aggiudicarmi la classifica valida per il Campionato europeo e ci sono riuscito. L’importante era mettere in saccoccia punti per la graduatoria generale continentale. Il fatto di correre nella gara di casa, però, dà sempre stimoli rilevanti. Onestamente ottenere un tempo come quello di Faggioli con questa vettura è impossibile. La nostra storia dice che meno di 9’19” non possiamo fare. Ci abbiamo messo tutto l’impegno, ieri ci è mancata la seconda manche di prova per apportare qualche modifica, ma va bene così. Rispetto a Faggioli noi fatichiamo molto nelle ripartenze in uscita dai tornanti e qui sono addirittura 42. Bellissimo poi rivedere il pubblico lungo il tracciato, soprattutto quando scendiamo e ci fanno un gran tifo».
Diego Degasperi (terzo assoluto): «Sono felicissimo. Dopo le ultime edizioni dove riuscivo ad andare bene ijn prova, ma in gara arrivato ultimo per ritiro, questa volta la fortuna ha girato dalla nostra parte. Fino al quart’ultimo tornante ho fatto la mia più bella gara di sempre, poi il caldo ha messo sotto stress i freni ed è stata una fortuna arrivare incolumi al traguardo. Sono poi particolarmente soddisfatto del tempo di 9’36” e senza il problema ai freni avrei potuto sicuramente abbassarlo di 4 secondi. Avevo un quadrifoglio portafortuna, mi sa che sarà sempre con me d’ora in avanti».
Rudi Bicciato (vincitore gruppo A): «La ruota nelle competizioni gira ed oggi devo ritenermi soddisfatto. L’anno scorso non avevo visto il traguardo, quest’anno invece abbiamo vinto il gruppo e la concorrenza ha avuto un po’ di sfortuna. Per quanto riguarda i tempi non sono più quelli di una volta, a seguito delle nuove omologazioni benzine che ci fanno perdere di potenza. E’ quindi difficile fare tempi migliori se mancano i cavalli. I miracoli nessuno riesce a farli. Sono soddisfatto del tempo e anche la strada era in perfette condizioni, senza olio in pista e un buon grip».
Giuseppe Ghezzi (secondo gruppo GT): «Ogni anno si rinnova la battaglia con Lucio Perrugini e questa volta è lui a festeggiare. La mia vettura non l’avevo mai usata in Bondone. È il primo anno di sviluppo e quindi ho cercato di metterci tutta la mia esperienza per fare il meglio possibile. Il distacco da Lucio, poco sotto i due secondi, alla fine non è molto. Mi rimane la soddisfazione per essere stato il migliore con la Porsche oggi. La Ferrari ha una cavalleria spaventosa. Io sono stato più veloce nel primo tratto guidabile, ma nei rettilinei e nei tratti veloci Lucio ha qualcosa in più. Dal punto di vista organizzativo è andato tutto bene. Sono molto soddisfatto, anche per il ritorno del pubblico. Avevo qualche preoccupazione vedendo tanti giovani accampati lungo il tracciato. Mi sono confrontato con loro chiedendo di rispettare le distanze e lo hanno fatto. Grazie al pubblico. Per il futuro mi piacerebbe proporre due giornate di prove il venerdì e sabato per riuscire a svolgere integralmente il programma. Ci confronteremo con le autorità per capire la fattibilità».
Gabriella Pedroni (prima gruppo N): «La Trento Bondone per me è un richiamo irresistibile, la salita più bella e difficile d’Europa. Mi impegno sempre tanto e cerco sempre di dare il massimo. Guardando il riscontro cronometrico mi aspettavo qualche secondo in meno, però c’era un gran caldo e tutte le vetture erano sotto stress, anche l’asfalto era molto gommato e si andava sottosterzo. Analizzando poi la mia prova e quella degli avversari sono soddisfatta del mio crono. La mia macchina è stata superlativa, senza surriscaldamenti eccessivi, infatti abbiamo deciso di mettere un limite alla portenza anche per conservare il motore in vista delle prossime gare. Ho dovuto metterci del mio».
Lucio Peruggini (primo gruppo GT): «Con Beppe ho dato vita alle sfide più belle in assoluto della mia vita sportiva. Devo fargli i complimenti, perché per lui oggi deve essere stato difficilissimo, visto che è pure il presidente del Comitato Organizzatore. Chissà quanti pensieri ha avuto per la testa. Il Bondone e la Pikes Peak sono le gare più belle del mondo. Oggi ha fatto la differenza il motore turbo della mia Ferrari che nel finale in quota ha qualcosa in più, ma pure le gomme hanno risposto bene».
Antonino Migliuolo (vincitore Gruppo 3 Europeo): «La Trento Bondone è libidine pura. Dalla mia prima partecipazione del 2005 non sono mai mancato, fa parte della mia vita, ma non nascondo che mi crea anche molta ansia. La Mitsubishi siamo riusciti a preparala l’ultimo giorno utile. Si era rotta la frazione e grazie ad un gruppo di amici straordinari siamo riusciti a partire. Volevo ricompensarli con una vittoria e ci sono riuscito. Volevo poi fare un gran tempo e ci sono riuscito, nonostante per una disattenzione sia addirittura partito con il freno a mano tirato».
Piero Lottini (primo Historic): «Ho vinto divertendomi alla guida. Meglio di così non poteva andare la mia Trento-Bondone e si tratta della mia prima affermazione in questa gara straordinaria. Mancava il forte Denny Zardo e ne ho approfittato. Sto provando una grande emozione, perché questa è una gara molto stressante, sia per i piloti come me non più giovanissimi, sia per le vetture. A chiudere il cerchio è poi arrivata la mia migliore prestazione in Bondone. Probabilmente dall’alto dei cieli mi ha applaudito l’amico Uberto Bonucci».
Maurizio Visintainer (secondo Historich): «Se mi avessero detto dopo le prove che sarei salito sul podio domenica ci avrei messo la firma. Non ci speravo proprio, perché abbiamo avuto una serie di problemi meccanici. La sera abbiamo recuperato e cambiato la scatola dello sterzo, ma non pensavo di andare così forte. A dire il vero non sono partito molto convinto, però la concentrazione per tutta la prova mi ha consentito di centrare un ottimo tempo. Rispetto alle precedenti edizioni sono stato preciso nel tratto veloce, interpretando bene anche la esse dopo i tornanti, dove ho sempre faticato, ma pure impostato una traiettoria diversa sui tornanti. Ringrazio gli amici piloti che mi hanno dato questi suggerimenti. Certo che fare di meglio con questa macchina è difficile».