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43ª Rieti Terminillo - Coppa Bruno Carotti - Rieti - 09-07-2006
Validità: CIVM - TIVM - CEM -

43° Rieti Terminillo - Coppa Bruno Carotti -
Rieti - (RI) - (Lazio) -

Organizzatore: Automobile Club Rieti

di LA pioggia frena, ma non ferma, la 41^ edizione della Coppa Carotti ...


... che finisce nelle mani di Pasquale Irlando. Il pilota pugliese approfittando della mancata partenza dei prototipi, (rimasti ai box perché metà del tracciato era bagnato ndr) ha vinto per la settima volta nella carriera una delle corse più prestigiose del panorama delle cronoscalate europee.
A bordo della sua Osella PA21 Honda ha fermato il cronometro sul tempo di 6.04.62, regolando con ben 10 secondi di distacco il teutonico George Plasa che ha strabiliato il numerosissimo pubblico con una Bmw 320 da quasi 600 cavalli. Terzo è giunto Leo Isolani che stavolta è riuscito a portare fino a Campoforogna la sua Ferrari 575 con un tempo di tutto rispetto: 6.24.62. Nonostante i prototipi, era particolarmente attesa la prova dell'attuale leader della classifica del Civm Simone Faggioli, e le F.3000 non siano partiti, la 41^ edizione della Coppa Carotti ha riscosso un successo di notevoli dimensioni. Quasi 200 partenti e centinaia di migliaia gli spettatori hanno reso unica una corsa che dal lontano 1966 affascina ogni volta. Le emozioni si sono susseguite sin dalla prima vettura sfilata sotto la bandiera a scacchi che hanno visto le Autostoriche sfidarsi fino all'ultimo secondo con la vittoria di Antonio Mastronicola, Sandro Colapicchioni e Marco Naldini nei vari raggruppamenti. È stata poi la volta della categoria V.S.O (Vetture scaduta omologazione) dove ha trionfato Sbrollini con una Bmw M3. Battaglia a suon di decimi di secondo nei gruppi N e A dove i tanti reatini presenti si sono dati da fare bruciando i loro avversari. Prova d'orgoglio anche per il quasi ottantenne Domenico Scola che dall'alto delle sue 38 partecipazioni anche ieri si è superato mettendo in riga molti giovani. Il pilota calabrese ha chiuso la sua prova al settimo posto assoluto nella classifica Europea, decimo per il campionato italiano, con un tempo eccellente: 6.49.51. Nella classifica assolta del campionato italiano ha trionfato Leo Isolani al primo posto di un podio davvero stellare visto che dietro di lui si sono piazzati Renzo Ingrassia e Piero Nappi. Soddisfatto il presidente dell'automobil club di Rieti, Innocenzo De Sanctis, che nonostante lo zampino di Giove Pluvio ha tirato delle prime somme positive. «Siamo felici per come si è svolto l'evento che si è confermato come vetrina per i migliori della specialità. Nonostante la pioggia finale che ha costretto molte vetture a rimanere ai box, debbo dire che si è trattato di una gara altamente competitiva che ha regalto molte emeozioni. Intendo ringraziare di cuore - conclude De Sanctis - coloro i quali hanno collaborato per la realizzazione della manifestazione». 

PAOLO ANSOVINI lunedì 10 luglio 2006


Aspettando il Terminillo  ( 8 e 9 luglio 2006 )

La storia della Coppa "Bruno Carotti" nasce nel lontano ottobre del 1967 quando un manipolo di temerari, capeggiato dal presidente dell'Automobile Club di Rieti Mario Ciancarelli e dal direttore Amedeo Petrilli, si convince che quei bellissimi quindici chilometri che dalla colonnina di Lisciano portano sino a Campoforogna (Monte Terminillo) non possono non ospitare una cronoscalata. Dedicata ad un grande gentleman driver reatino, Bruno Carotti, il due ottobre di quell'anno inizia quella che si rivelerà una splendida avventura sportiva. Superate mille inenarrabili difficoltà, l'albo d'oro della Rieti-Terminillo viene inaugurato dallo specialista di Firenze Romario Martini, in arte "Sangrylà", che con l'Alfa TZ 2 precede i piloti della scuderia Sagittario Marignani e Barbaduscia. Al decimo posto troviamo il viterbese Germano Nataloni, che pilotando sempre vetture Lancia, parteciperà a tutte le successive 18 edizioni della Rieti-Terminillo.
A soli otto mesi dalla vittoria di Sangrylà, un altro pilota toscano, che si cela sotto lo pseudonimo di "Gano", si impone nella seconda edizione della "Rieti-Terminillo". Nonostante il marcato nervosismo, sfociato in un clamoroso ceffone di cui fa le spese quasi sulla linea di partenza un ragazzino che ha osato toccare il cofano posteriore della rossa Porsche Carrera 6, Gano migliora di ben trenta secondi il record appartenente a Sangrylà, che comunque ottiene un bel secondo posto assoluto con l'Alfa Romeo GTA iscritta dalla "Scar Autostrade". Tra i 62 classificati troviamo anche due reatini, Nazzareno Serafini, quarto con la
Fulvia HF nel gruppo 2 classe 1300, e Tullio Ciferri che a bordo della Fulvia Zagato s'impone in 10' 10'' 2 nell'ottava classe gruppo 2. La terza edizione, disputatasi nel 1968, vede la vittoria di Ignazio Pilone. Il corpulento pilota torinese, al suo debutto nella Rieti-Terminillo, centra il duplice traguardo della vittoria assoluta e del nuovo record del percorso (7' 47'' 3). A bordo della Porsche C/6, Pilone, venuto al Terminillo per collaudare la propria vettura in vista di Vallelunga, toglie tre secondi esatti al record di "Gano", lasciandosi tranquillamente alle spalle il toscano "Riccardone", al secolo Carlo Benelli, titolare della Super Iride, uno dei migliori interpreti della mitica Alfa Romeo Gta. Nel gruppo 2 classe 500 la signorina Liliana de Menna stupisce tutti vincendo una classe affollata da 13 concorrenti e stabilisce il record in 10' 36' '6. Un'altra donna, tale Lella Lombardi, dopo aver corso anche in Formula Uno,
dimostra grande coraggio decidendo di partire con la pioggia battente al volante della Ford Branca F3. Ormai la corsa reatina è entrata di diritto nella elite delle cronoscalate e lo dimostra il qualificato lotto dei concorrenti iscritti alla quarta edizione (1969). Ignazio Pilone, in una splendida giornata di sole che richiamerà sul tracciato almeno 40.000 appassionati, vince a bordo della Fiat Abarth 2000 in 7' 21' 1 alla media di Km 125,804. A soli tre secondi Scola mentre altri sette concorrenti miglioreranno il precedente record. In questa edizione brilla il reatino Attilio Salvatori, mentre Tullio Ciferri e Dante Manlio sono attardati per noie meccaniche. La pioggia battente caratterizza la quinta edizione che vede la vittoria di Giuseppe Marotta (Alfa Romeo Gta 1600).
Il biondo Maurizio Scopigno (HF 1600), 12esimo assoluto, è il primo dei reatini.
L'anno successivo Pilone firmerà la terza vittoria alla Rieti-Terminillo polverizzando il record (6' 41'' 5). Al fascino della "Carotti" non resiste
nemmeno Otello Rinaldi che con l'Abarth 2000 noleggiata da Osella, ottiene il miglior tempo in prova ma in gara deve "accontentarsi" della terza posizione.
A festeggiare l'exploit di Rinaldi anche gli altri reatini Scopigno, Conti, Attilio Salvatori e Tullio Floridi. La settima edizione vede il debutto di un certo Mauro Nesti che riesce a strappare con uno splendito tempo la leadership della Rieti-Terminillo a Pilone. Grazie ad una guida incisiva e pulita, a bordo dell'azzurra Chevron-Cebora, Nesti apre nuovi orizzonti, e si avvia a diventare il miglior scalatore europeo. Il "Toscano volante" così come verrà battezzato, si aggiudicherà anche le successive due edizioni. Il 1975 è un anno importante per la "Coppa Carotti". Migliaia di spettatori disseminati lungo il percorso per assistere alla prima edizione "europea", nobilitata dalla presenza di molte vetture competitive, tra le quali la sibilante Porsche 908/4 turbo iscritta dalla scuderia Nettuno per il tedesco Jost. Mauro Nesti, favorito della vigilia, è sorprendentemente battuto dal velocissimo transalpino Michel Pignard che a
bordo di una bianca March Bmw 75/S sale in 6' 13' '80, alla strepitosa media di 143,413 distanziando Nesti di meno di due secondi. Nesti si rifarà l'anno successivo vincendo l'undicesima edizione quella del salto qualitativo a livello di organizzazione: 90 commissari di percorso, dislogati nelle 45 posizioni fisse, dotati di radiotelefoni, assicurano ai concorrenti una protezione riscontrabile solo negli impianti fissi. Le successive edizioni confermano la validità della manifestazione che viene inserita di sovente nel campionato Europeo della Montagna a testimonianza che la Rieti-Terminillo è l'elemento trainante di una qualificata attività agonistica. Negli anni 80 si rinnovano le sfide tra
Mauro Nesti, Michel Pignard e il tedesco Bos. La XIX edizione (1984) vede infrangersi la barriera dei 6 minuti. Stupore e ammirazione si mescolano nell'animo degli oltre 20 mila spettatori disseminati lungo il percorso, quando gli altoparlanti comunicano che Mauro Nesti ha impiegato 5' 58'' 3 (con una media superiore ai 150 all'ora) per coprire i 15,100 Km che separano la colonna di Lisciano dall'arrivo. E lui, con la solita aria sorniona, continua a raccontare agli antagonisti colleghi e agli sportivi che lo assediano che ha avuto qualche problemino. Il reatino "Giuseppe", pluricampione italiano della montagna, mette a segno uno dei suoi colpi migliori, inserendosi addirittura al 26° posto nella classifica assoluta, salendo col Kadett Gte gruppoA in 7' 51'' 82.
Negli anni seguenti Mauro Nesti continua ad essere l'indiscusso re della "Carotti" (1986-88-90-91) mentre altri drivers si
mettono in luce: Iacoangeli (1989), Irlando (1992) e Egozucue (1993-94), Savoldi nella edizione 1997 alla media record di 158,980 Km/h, con il favorito Irlando al quarto posto ed il grande Nesti al quinto. Sempre molto buone negli anni della cronoscalata le prestazioni dei reatini, da Attilio e Alvaro Salvatori a Claudio Giobbi, Walter Russo, Fabrizio Torbi, Bruno Grifoni, Massimo Campogiani, Antonio Perotti, Vincenzo Pangrazi, Alessandro Luciani, Gianluca Benedetti, Luigino Ciogli, "Giovanni" e Paolo Lelli. Grande rivoluzione nello standard di sempre nella 36a edizione della Coppa Carotti dell'anno 2001. Per protesta, quasi tutti i piloti dei prototipi rinunciano alla partenza adducendo la notevole pericolosità in alcuni tratti della pista. Per tale incresciosa situazione la cronoscalata subisce una riduzione notevole del percorso, non più la partenza dalla colonnetta di Lisciano, ma da Pian de Rosce. Dopo tale scempio al grande fascino della Carotti, gli organizzatori apportando notevoli migliorie al percorso di gara, sono riusciti a ristabilire quanto poteva essere di ostacolo alla partecipazione, per così tornare all'intero percorso, quello di sempre.

L'edizione del 2002 è senza dubbio la migliore in assoluto. Il fondo stradale in ottime condizioni grazie ai recenti interventi e la perfetta organizzazione, hanno permesso di realizzare una spettacolare cronoscalata che ha visto vincitore l'altoatesino Franz Tschager, volato in cima al Terminillo con lo strepitoso tempo di 5.50.40 alla media di 154 Km/h.
Secondo e terzo posto per Giulio Recosa e Otaka Kramski. Unica presenza femminile quella della ventunenne Gabriella Pedroni giunta quarta assoluta nel Gruppo N con una media di 120 Km/h. Numero considerevole, ben 19, quello dei piloti reatini partecipanti.

Il 6 luglio 2003 si è disputata la trentottesima edizione.
Numerosissimi i piloti iscritti.
Al termine della gara, nella classifica assoluta, la primo posto SIMONE FAGGIOLI su Osella PA/20 S.A.R., al secondo posto DENNY ZARDO su Osella PA/20 S.A.R ed in terza posizione GIULiO REGOSA su Osella Metra PA/20 S.A.R.

Nel 6 luglio 2004
RIETI - PER la seconda volta consecutiva e per soli 78 centesimi di differenza su Cinelli, il toscano Simone Faggioli fa sua la trentanovesima edizione della Coppa Carotti con il tempo di 6.02.00. La zampata vincente di Faggioli sul filo di lana ha reso unica un'altra edizione da incorniciare in attesa del quarantennale del prossimo anno. Una gara che già dai giorni scorsi, proprio per il gran numero di iscritti, si preannunciava ricca di emozioni a partire con la gara Nazionale Autostoriche che ha fatto da apripista ai più potenti bolidi moderni che hanno entusiasmato le migliaia di spettatori assiepati lungo il tracciato. Tranne gli incidenti senza conseguenze occorsi a Iannozzi e Tosti, ed alcuni problemi meccanici che hanno fermato durante la gara le auto di Fattorini e Marco Iacoangeli, la corsa non ha avuto nessun tipo di problema ed è filata liscia fino alla fine. In molti si attendevano il duello tra Faggioli e Cinelli che non hanno deluso le aspettative degli spettatori dando vita ad una sfida a distanza che ha premiato la tenacia e la grinta dell'ex-vice campione d'Europa che bissa il successo dello scorso anno nonostante abbia cambiato gruppo, dal CN4 al CN2, e vettura, da una Osella PA20S ad una Osella PA21 Junior. Terza posizione per Andrea De Biasi che ha chiuso la sua prova col tempo di 6.05.82. Primo degli stranieri è giunto Otakar Kramsky classificatosi quinto nella graduatoria assoluta.
Avvincente e spettacolare il testa a testa tra Pasquale Irlando ed il giovanissimo Giuseppe Martines che ha strappato al suo più nobile collega la prima posizione nel gruppo CN1. Martines ha vinto per soli 11 centesimi di secondo chiudendo la gara in 6.45.71 contro il 6.45.82 di Irlando. Emozioni a non finire anche nel raggruppamento E1 Italia dove Marco Gramenzi con la Chrysler Viper ha messo tutti in riga sfilando sotto il traguardo in 6.48.18. Dietro di lui, nella classifica assoluta, si è piazzato Roberto Di Giuseppe con l'Alfa 155 Gta. Terza posizione per Leo Isolani a bordo di una fiammante Ferrari 360 Modena. Tornando a Faggioli, il pilota della Villorba Corse con il successo ottenuto sul Terminillo vola al comando della classifica nel Campionato Italiano, a quota 51, distaccando Irlando, Martines e Gervasi fermi a 38 punti.
«Meglio di così non poteva andare - il commento a caldo del presidente dell'Ac Rieti, De Sanctis - non è successo niente che poteva turbare la gara e fino alla fine c'è stata l'emozione necessaria per decretare il vincitore». Dalla soddisfazione all'amarezza per la fase finale della competizione con i piloti delle Autostoriche che, polemizzando con l'organizzazione a causa di un disguido relativo ad alcune classifiche, hanno riconsegnato i premi a loro assegnati. Un gesto di disaprovvazione che, tuttavia, non sminuisce affatto l'esito della manifestazione che anche questa volta ha centrato l'obiettivo prefissato dall'organizzazione.

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