69ª Trento Bondone

Le interviste ai protagonisti della Trento-Bondone

di Pegaso Media - 8 Luglio 2019
Simone Faggioli: «Scelta delle gomme azzeccata»
Le interviste ai protagonisti della Trento-Bondone

Simone Faggioli (vincitore 69ª Trento-Bondone)
«Questa vittoria è incredibile e ci voleva. Venivo da un periodo difficile, in cui non riuscivo a trovare la giusta strada per la macchina. Qui alla Trento-Bondone il nostro telaio e le gomme Pirelli sono sempre state performanti e così è stato anche questa volta, anche se la pioggia ha rimescolato le carte in tavola. Fino all’ultimo non sapevamo cosa fare, se optare per le gomme slick, le intermedie o quelle da pioggia. Ho scelto queste ultime perché ho pensato che nei lunghi tratti nel bosco la strada sarebbe stata sporca e umida. Sapevo che nel finale avrei sofferto un po’, ma la gomma ha tenuto benissimo. Alla fine la scelta è stata azzeccata ed è arrivata una prestazione incredibile nella gara più importante d’Europa. Un successo che raddrizza la mia stagione. Come sarebbe stata con l’asciutto? Abbassare il record di 9’00” sarebbe stato difficile, ma ci avremmo provato. Ho superato per numero di vittorie alla Trento-Bondone Mauro Nesti e battere il numero 1 per eccellenza mi rende fiero. Questa gara mi piace da impazzire, è una delle poche coimpetizioni vere rimaste in Europa. Dovrebbe essere gara a sé, perché è unica al mondo».

Manuel Dondi (2° classificato 69ª Trento-Bondone)
«Quando è arrivata la pioggia, per un po’ ho sperato di poter fare il colpaccio. L’attesa è stata lunghissima e alla fine sono contentissimo di come è andata. Sapevo che con Faggioli sarebbe stata dura anche con il vantaggio della strada asciutta. Il divario è difficile da colmare. Sono comunque contento del mio tempo e della mia prestazione, ho battuto un record storico che apparteneva a un pilota che ha fatto la storia di queste gare. Alla fine ho conquistato un secondo posto assoluto, insperato, quindi sono ancora più contento. Qui alla Trento-Bondone sono sempre andato bene. È una gara che si adatta molto alle caratteristiche della mia vettura e della mia guida. In passato ho sempre avuto qualche inconveniente. Quest’anno è andato tutto bene fin dalle prove del sabato. La macchina era perfetta e io ho dato tutto quello che avevo. Rimarrà una giornata indimenticabile».

Giuseppe Ghezzi (3° classificato 69ª Trento-Bondone e vincitore gruppo GT)
«Sognavo questo risultato ed è arrivato. Anzi, sono andato oltre le più rosee aspettative. Quest’anno abbiamo fatto un lavoro specifico sulle gomme, che ha pagato. Quando sono arrivato al traguardo e ho letto 10’28” non capivo più nulla. Ho vinto il mio gruppo, con il nuovo record, e ho chiuso terzo assoluto. Una giornata incredibile. Cosa ha fatto la differenza? Oltre alle gomme, il piede destro. Ci sono due o tre punti sul percorso nei quali bisogna buttare giù il piede e tenere la macchina. In certi momenti ho visto le rocce avvicinarsi sempre di più, ma la vettura ha tenuto. Ed è arrivato questo splendido risultato».

Denny Zardo (5° classificato 69ª Trento-Bondone)
«Ho vissuto una giornata sfortunata. Già nelle prove di sabato mi ero dovuto fermare dopo 3 km per un problema a una candela del motore. Nella seconda manche sono riuscito a prendere un po’ di feeling con la macchina, ma poi in gara le condizioni meteo hanno rivoluzionato tutto. Pioggia, vento, grandine, non sapevamo cosa fare. Mi ero allineato con le gomme da bagnato. Poi, dopo l’ultima interruzione, ho deciso di rischiare con le slick. Nel sottobosco sono andato cauto: ho perso il controllo della macchina 3-4 volte, ma sono riuscito a non girarmi. Nel finale ho attaccato, ma ormai ero arrivato. Dovevo tenere le gomme da bagnato e fidarmi. Ho fatto una scelta e l’ho sbagliata, anche se complessivamente siamo riusciti a salvare un weekend iniziato male. Ci riproverò l’anno prossimo».

Christian Merli (7° classificato 69ª Trento-Bondone)
«Le aspettative erano quelle di fare una buona gara. Con l’asciutto avrei fatto molta fatica, ma con la situazione di umido che si è venuta a creare le cose erano differenti. Ho scelto le gomme intermedie: nel tratto iniziale ho faticato un po’, ma nel finale avrei potuto accelerare in uscita dai tornanti e guadagnare velocità, visto che era asciutto. Penso non sia stato così per Faggioli, che ha optato per le gomme da pioggia. I conti si sarebbero comunque dovuti fare alla fine. Purtroppo ho dovuto fare i conti con un problema tecnico: si è abbassata la pressione dell’olio e, quando quest’ultimo scende sotto un certo livello, i sensori spengono il motore per evitare ulteriori danni, ciò che mi è succcesso. È stata una giornata lunghissima, che dimostra la necessità di cominciare questa gara un paio d’ore prima. La Trento-Bondone è una competizione a sé stante, totalmente differente dalle altre del Campionato Europeo. Abbiamo sviluppato delle macchine per gare da 5 km ai 250 km/h. Qui invece se ne affrontano 20, con i tornanti».

Lucio Peruggini (4° assoluto e 2° gruppo GT 69ª Trento-Bondone)
«Con questa macchina non potevo scendere sotto il tempo che ho fatto segnare. Paghiamo il balance-performance, che toglie circa 100 cavalli a questa macchina rispetto alla mia vecchia Ferrari. Volavo a livello di telaio, mentre nel finale, dove bisognava spingere, ho pagato dazio. Il primo posto di gruppo lo ho perso lì. Il percorso era comunque impeccabile. Lo ho detto più volte. Questa è e rimane la gara più bella d’Europa».

Tiziano Nones (1° gruppo A)
«Sabato in prova ho modificato l’assetto della macchina tra la prima alla seconda manche. Prima della gara, poi, abbiamo cercato di renderla un po’ meno rigida. Abbiamo cambiato le gomme e ne è uscito un buon tempo. È lA prima volta che uso questa vettura. Bisogna saper tenere giù il piede, bisogna continuare a correre per poterla assettare giustamente»

Rudy Bicciato (2° classificato gruppo A 69ª Trento-Bondone)
«L’anno scorso avevo fatto di meglio e per questo dico che anche questa volta si poteva fare di più. Avevo scelto i materiali migliori proprio per questo. Anche il pilota, però, deve essere al top e purtroppo soffro di un’ernia discale, che mi dà qualche noia. La gara è stata tiratissima e alla fine ho pagato un distacco di 3″ da Nones. Li ho incassati nella parte centrale, dove conta anche l’abilità del pilota nel tenere il piede pigiato. Non mi sono comunque risparmiato».

Antonino Migliuolo (1° classificato gruppo N 69ª Trento-Bondone)
«Questa vittoria di gruppo vale doppio, perché conquistata nonostante un grande problema al differenziale centrale. Ce ne siamo accorti sabato, ma il danno non era riparabile in poco tempo. Quindi si trattava di pregare e provare ad arrivare al traguardo. Dopo tre tornanti ho cominciato ad avvertire un rumore sempre più forte. Le ruote hanno cominciato a slittare, ma sono riuscito ad arrivare in cima. Il riscontro cronometrico non mi soddisfa, puntavo a un 11’10”, che in condizioni ottimali era alla portata. Sono comunque felicissimo di aver vinto qui per la terza volta e di essere al comando del Campionato europeo».

Diego Degasperi (13° classificato 69ª Trento-Bondone)
«Dopo il terzo tempo delle prove miravo a qualcosa di interessante. Con questo temporale a 20 minuti dall’ultima macchina è cambiato tutto. Ci tenevo tanto, peccato. Mancano 365 giorni alla prossima Trento-Bondone. Ho trovato tante bandiere gialle nella parte alta, due macchine anche un po’ in traiettoria. A forza di togliere gas il tempo si è alzato non poco. Ho rischiato anche parecchio in due occasioni: mi sono “girato” una volta, sono andato di traverso nell’erba e penso di aver perso almeno 30”. Sarebbe bastato aspettare mezz’ora. Ci sono diversi tipi di asfalto lungo il percorso, anche per questo abbiamo trovato aderenze completamente diverse lungo i 17,3 chilometri. Comunque ho portato la macchina integra al traguardo, almeno questo mi rassicura».

Adolfo Bottura (vincitore Auto Storiche 69ª Trento-Bondone)
«Mi sono divertito ed è arrivato anche il risultato. Nella prima prova di sabato avevo avuto qualche problema all’impianto frenante e di carburazione del motore. Nella seconda prova ho sistemato un po’ di cose e anche il riscontro cronometrico è stato nettamente migliore. Mi ha dato un po’ di fiducia e mi ha permesso di affrontare la gara con più decisione. Ho fatto segnare un buon 11’05”, di 10” più basso rispetto al tempo del 2018, con una macchina nuova, più potente ma anche più pesante. Questa gara è quella a cui tengo di più e sono contento di aver portato avanti questo progetto. Gli avversari erano di buon valore e questo mi ha spinto a dare ancora qualcosa in più».

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