Scuderie

Il 2019 della Scuderia Speed Motor

di Claudio Roselli - 30 Dicembre 2019
IL PRESIDENTE TIZIANO BRUNETTI TRACCIA IL CONSUNTIVO DELL’ANNATA, NON PRIMA PERO’ DEL DOVEROSO RICORDO DI ANDREA TEI
Il 2019 della Scuderia Speed Motor

Va in archivio un 2019 che per la scuderia Speed Motor è stato più positivo di come a prima vista si potrebbe dedurre. Prima però di tracciare il consuntivo dal punto di vista agonistico con il presidente Tiziano Brunetti, la precedenza spetta al doloroso capitolo che ha chiuso questo anno: la prematura scomparsa, a soli 48 anni, di Andrea Tei, che con i colori del team di Gubbio aveva esordito quest’anno al volante della Bmw 318 (Racing Start Plus) nelle cronoscalate del trofeo “Luigi Fagioli” e della Castellana e lo scorso 10 novembre aveva vinto la classe nella Individual Races Attack a Magione. Tei, come ampiamente riportato dalle cronache, è morto nel tragico incidente stradale avvenuto la mattina della vigilia di Natale a Orvieto. “Era uno fra gli ultimi arrivati nella nostra famiglia – commenta Brunetti – ma il vuoto che ci lascia è grande, trattandosi intanto di una persona squisita dal punto di vista umano e poi di una figura molto conosciuta a Orvieto, oltre che per la professione anche per la passione che nutriva a 360 gradi verso l’automobilismo: organizzatore della Cronoscalata della Castellana, commissario sportivo e ora anche pilota, aveva insomma nel sangue questa disciplina e un destino persino beffardo ha voluto che perdesse la vita proprio lungo la strada della gara, quella che lui amava tanto. È stato un Natale triste per tutti noi, che siamo vicini alla giovanissima figlia e ai parenti”.

Passando all’aspetto agonistico, sono diverse le firme che la Speed Motor ha lasciato negli albi d’oro della gare di velocità in montagna, grazie a Michele Fattorini, che con l’Osella Fa 30 ha trionfato a Sarnano (tappa di campionato) e a Orvieto (tappa di trofeo); ad Alessandro Alcidi, che ha condotto la esordiente Speed Motor 01 all’assoluto fra le vetture moderne nella 47esima Pieve Santo Stefano-Passo dello Spino e, fra le storiche, al “capitano” Adolfo Bottura. Il binomio con l’Osella Pa 9 84/90 ha prodotto per il trentino quattro assoluti complessivi (Salita del Costo, Trento-Bondone, Rieti-Terminillo e Gubbio-Madonna della Cima), due assoluti di IV raggruppamento (Sarnano-Sassotetto e Cronoscalata della Castellana), più altri due secondi posti, sempre di raggruppamento, a Montefiascone e al Nevegal. Non dimenticando le coppe per scuderia andate alla Speed Motor, a cominciare da quella del trofeo “Luigi Fagioli”, l’appuntamento di casa, che è stata la quarta nelle ultime sei edizioni. Ma i protagonisti non finiscono di certo qui. “No – risponde un orgoglioso presidente Brunetti – perché se da una parte debbo complimentarmi con Michele Fattorini, Alessandro Alcidi e Adolfo Bottura, perché hanno vinto salite di prestigio e di validità importante, dall’altra rivolgo un elogio particolare ai due alfieri che con continuità hanno esaltato il nome della scuderia fra i “big” della specialità: mi riferisco ad Angelo Marino e a Sergio Farris, i due che hanno conquistato gli allori di stagione. Marino, che con la Lola B99/50 ha vinto il titolo assoluto nel trofeo italiano di velocità in montagna, zona sud, è stato il pilota rivelazione; Farris, che con l’Osella Pa 2000 si è aggiudicato il Tivm in E2-SC per ciò che riguarda la zona nord e la coppa di classe nel Civm, è tornato ad alti livelli, diventando sempre più competitivo. Tanti i piazzamenti da podio collezionati da entrambi. Mettiamoci poi, a livello di imprese, l’assoluto di Gianni Urbani in CN a Gubbio, le vittorie di classe di Vincenzo Ottaviani e i risultati dei vari Franco Bertò, Mario Tacchini, Damiano Manni e Marco Sbrollini, nella breve parentesi che quest’anno lo ha rivisto correre. Insomma, dopo un avvio un po’ stentato, strada facendo di risultati ne abbiamo collezionati diversi”. Più che in pista? “Senza dubbio sì, specie se il confronto è con il Mini Challenge, dove la fortuna ci ha letteralmente voltato le spalle. Nella “Pro”, a Gabriele Giorgi è successo di tutto, infortunio compreso, nonostante le potenzialità sue e della vettura. Gli rimane il sorriso per il secondo posto al Mugello. Travagliata anche l’annata di Alessio Alcidi, che – a parte un paio di terzi posti – non è stato in grado di confermarsi ad alti livelli. Più che dignitoso il comportamento di Daniele Pasquali, cresciuto nel finale. Nella “Lite”, avevamo il titolo a portata di mano con Filippo Bencivenni, fino a quando le disgrazie (ricordiamo Vallelunga) hanno fatto capire che per il giovane bolognese non sarebbe stato l’anno di grazia. Silvia Simoni è stata invece l’unica presenza femminile nel Mini Challenge: come dire, donna immagine della scuderia, anche lei penalizzata da un infortunio ma con un epilogo a testa alta e il secondo gradino del podio a Vallelunga. Passando alla Bmw 318 Racing Series, ci siamo confermati ancora una volta nella “Silver” (ex divisione B) grazie al bravo Riccardo Giani, mentre nella “Gold” il nostro Riccardo Urbani è stato il valido antagonista del trionfatore Michele Parretta. L’ennesima coppa per team va ad arricchire la bacheca. Anche nel Trofeo Formula Libera, abbiamo chiuso con i terzi posti di classe di Alessandro Alcidi e Luca Bazzucchi. A completare il quadro, le buone prestazioni di Dario Caso nella Nascar e gli ottimi risultati di Karim Sartori nel karting”. Il 2019 è stato anche l’anno del battesimo della Speed Motor 01, destinata a suo modo a fare storia. “Da molto tempo, infatti, in Umbria non usciva più fuori una vettura formula: la nostra, con motore Kawasaki 1400, è umbra sotto ogni aspetto, perché staff tecnico e know-how sono propri di questa regione. Al debutto, abbiamo vinto la salita dello Spino e una gara del trofeo Formula Libera, con Alessandro Alcidi ottimo “driver”: continueremo ora il lavoro di sviluppo per presentarci al meglio in un 2020 dal quale ovviamente ci attendiamo altre soddisfazioni. Un saluto e un ringraziamento particolare a quelle persone che lavorano alacremente e senza orari per mettere a puntino le macchine, riuscendo spesso a fare dei veri e propri miracoli: a loro, oltre che ovviamente ai piloti e a tutte le famiglie l’augurio di un buon anno, in attesa di riprendere l’attività che tanto ci piace e ci appassiona!”.

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